De­nise Lo­monte

La sin­drome dell’ovaio po­li­cistico: cause, sin­tomi e cure

CHE COS’É LA SINDROME DELL’OVAIO POLICISTICO
PCOS

La sin­drome dell’ovaio po­li­cistico è un dis­turbo or­mo­nale che col­pisce dal 5 al 10% delle donne in età fer­tile ed è molto dif­fi­cile da dia­gnosti­care, in quanto i sin­tomi sono es­tre­ma­mente vari. Per molte donne, la dia­gnosi ar­riva solo dopo ri­pe­tuti ten­ta­tivi di ot­te­nere una gra­vi­d­anza in modo na­tu­rale.

Questa sin­drome con­siste nella for­ma­zione di pic­cole ve­sciche piene di li­quido sulla su­per­ficie delle ovaie.  Le con­se­guenze più immediate sono l’irregolarità del ciclo e la pro­du­zione ele­vata di or­moni ses­suali ma­schili, che sono a loro volta causa di dis­turbi come la folta pel­uria sul corpo e la ri­dotta fer­ti­lità.

Quali siano le cause che portano allo svi­luppo di questa sin­drome non è an­cora chiaro. Al­cuni studi rive­lano che può es­sere er­edi­tata in fa­miglia, non solo dai com­po­nenti di sesso femmi­nile, ma anche da quelli di sesso ma­schile. Inf­atti, sembra che al­cuni dis­turbi, come la cal­vizia pre­ma­tura nei sog­getti ma­schili, sia le­gata alla tras­mis­sione di questa pa­to­logia, seb­bene non ci siano evi­denze dell’esistenza di un gene re­sponsa­bile della sin­drome.

Altri fat­tori che possono causare la sin­to­ma­to­logia possono es­sere l’obesità grave, la cat­tiva ali­men­ta­zione e la man­canza di eser­cizio fi­sico.

I SINTOMI E LA DIAGNOSI
Sintomi della PCOS

Questa pa­to­logia, da un lato in­fluisce sul rap­porto tra gli or­moni ma­schili e quelli femmi­nili che, al­te­rato ris­petto alla norma, porta ad un’irregolarità nella ma­tu­ra­zione dei fol­li­coli e quindi a pro­blemi di ovu­la­zione; dall’altro lato, il ri­la­scio di LH (or­mone lut­ei­niz­zante) in­duce l’aum­ento della pro­du­zione di or­moni nelle ovaie.

I sin­tomi va­riano da donna a donna e sono così vari che la ma­lattia può non es­sere dia­gnosti­cata per molto tempo. Spesso questo ac­cade solo quando la gra­vi­d­anza non ar­riva, dopo ri­pe­tuti ten­ta­tivi.

I sin­tomi più co­muni in­cludono:

  • mes­tru­a­zioni ir­re­go­lari
  • folta pel­uria sul corpo
  • per­dita di ca­pelli
  • pelle grassa e acne
  • ten­denza ad au­men­tare di peso
  • re­sis­tenza al­l’in­su­lina e quindi, aum­ento del ri­schio di dia­bete
  • do­lori ad­do­mi­nali
  • alta pres­sione san­gu­igna
  • li­vello al­te­rato dell’ormone an­ti­mul­le­riano

Inoltre, le donne che sof­frono di sin­drome dell’ovaio po­li­cistico spesso hanno dif­fi­coltà a con­ce­pire e a rea­liz­zare il loro de­si­derio di div­en­tare madre.

So­li­tamente, i sin­tomi non si ma­ni­festano con­tem­pora­nea­mente e ciò rende dif­fi­cile ef­fet­tuare una dia­gnosi in tempi brevi.

Per poter dare un giudizio pre­ciso, il medico cu­rante deve rea­liz­zare un’anamnesi della pa­zi­ente, ri­co­s­tru­endo in tal modo il corso della sin­to­ma­to­logia.

È im­portante in­dagare sui se­guenti ele­menti:

  • dis­turbi e pa­to­logie pre­ce­denti, ciclo mes­truale e fa­mi­lia­rità
  • ana­lisi sulla con­di­zione fi­sica della pa­zi­ente, quali esami del sangue, misura­zione della pres­sione san­gu­igna e dell’indice di massa cor­porea, in­dagini sulla della con­di­zione della pelle e del ca­pello
  • test dell’intolleranza al glu­cosio
  • esame della ti­roide

In al­cuni casi, la con­co­mit­anza di due o più sin­tomi ac­ce­lerano il pro­cesso di dia­gnosi. Ecco quali sono i più co­muni:

1. dis­turbi del ciclo e man­canza di ovu­la­zione.

Si ve­ri­fica quando il ciclo mes­truale dura più di 35 giorni, per al­meno 3 mesi        al­l’anno (oli­go­menorrea), oppure quando il san­gui­na­mento mes­truale è as­sente per più di 3 mesi al­l’anno.

2. aum­ento del li­vello degli or­moni ses­suali ma­schili

Le con­se­guenze del­l’aum­ento della pro­du­zione di or­moni ses­suali ma­schili com­portano la cres­cita di una pe-luria folta sul corpo, la ten­denza a per­dere i ca­pelli e lo svi­luppo di acne.

Gli or­moni co­in­volti quando si ve­ri­fica questo tipo di squi­li­brio sono: gli es­t­ro­geni, gli an­dro­geni, l’ormone lut­ei­niz­zante (LH), l’ormone fol­­li­­colo-sti­­mo­l­ante (FSH). Grazie a delle ana­lisi del sangue possono es­sere con­trollati i sin­goli va­lori or­mo­nali e il rap­porto tra questi.

3. la cres­cita di pic­cole cisti sulle ovaie

Si tr­atta del sin­tomo che dà il nome alla pa­to­logia, ov­vero la cres­cita di pic­cole ve­sci­cole piene di li­quido su ent­rambe le ovaie, e si ve­ri­fica nel 78% delle dia­gnosi. La pre­senza delle cisti è ri­leva­bile at­tra­verso un­’e­co­grafia trans­va­gi­nale.

COME SI CURA LA SINDROME DELL’OVAIO POLICISTICO

Non sempre la pa­to­logia ne­ces­sita di es­sere cu­rata. In al­cuni casi, non si ma­ni­festano sin­tomi gravi e non ci sono gravi con­se­guenze sullo stato di fer­ti­lità della donna.

Tut­tavia, se i sin­tomi sono do­lo­rosi e li­mitanti e se la donna non riesce ad ot­te­nere una gra­vi­d­anza, è pos­si­bile in­di­vi­duare una cura per­so­na­liz­zata per ogni pa­zi­ente, a se­conda della ti­po­logia di sin­tomo che si ma­ni­festa. Non esiste inf­atti una ter­apia uni­ver­salm­ente pra­ti­ca­bile per curare la sin­drome dell’ovaio po­li­cistico.

Dieta e con­trollo del peso

Se si sos­petta di soff­rire di sin­drome dell’ovaio po­li­cistico, è im­portante va­lutare su­bito la pro­pria dieta, evi­tando cibi ricchi di grassi e zuc­cheri e fa­cendo eser­cizio fi­sico, so­prat­tutto se si è in so­v­rap­peso. Una dieta ipo­ca­lo­rica e la re­go­lare at­ti­vità fi­sica possono portare ad una nor­ma­liz­za­zione del ciclo e ad un aum­ento del tasso di ovu­la­zione.

Cura far­ma­co­lo­gica e or­mo­nale

Il me­todo far­ma­co­lo­gico più dif­fuso per ri­durre in tempi brevi i dis­turbi le­gati alla sin­drome dell’ovaio po­li­cistico è la pre­scri­zione della pil­lola con­trac­cet­tiva, che ri­duce la quan­tità di or­moni ma­schili nel sangue, sta­bi­lizza il ciclo e la­vora sui fas­ti­diosi dis­turbi este­tici, come la pel­uria e l’acne.

In altri casi, la pa­to­logia si tr­atta con la met­formina, un far­maco uti­liz­zato per tr­attare il dia­bete e che può es­sere pre­scritta per ri­durre i li­velli di zuc­chero nel sangue, com­bat­tere la re­sis­tenza al­l’in­su­lina e fa­vo­rire l’ab­bassa­mento degli or­moni ma­schili nel sangue. Anche il ciclo mes­truale andrà così a re­go­la­riz­zarsi.

In­fine, se l’o­bi­et­tivo princi­pale del tr­at­ta­mento è quello di ot­te­nere una gra­vi­d­anza, il far­maco mag­giormente som­mi­nis­trato è il clo­mi­fene anti-es­­t­ro­­geno, che fa­vo­risce l’o­vu­la­zione e au­menta quindi le pos­si­bi­lità di con­ce­pi­mento.

Tr­at­ta­menti chir­ur­gici: fecon­da­zione as­sis­tita e pun­tura delle cisti

Le donne af­fette da sin­drome dell’ovaio po­li­cistico che de­si­de­rano una gra­vi­d­anza e non ries­cono ad ot­ten­erla, possono pren­dere in con­si­de­ra­zioni di­verse strade per ri­durre i sin­tomi e fa­ci­li­tare la fecon­da­zione. Una di queste è, no­to­ria­mente, la fecon­da­zione as­sis­tita, che viene però presa in con­si­de­ra­zione solo dopo aver ten­tato le cure or­mo­nali e far­ma­co­lo­giche, senza suc­cesso.

Una pro­ce­dura meno nota è quella della pun­tura delle cisti ova­riche, che con­siste nel pro­ce­dere chir­ur­gi­ca­mente a pun­gere le cisti pre­senti sulla su­per­ficie dell’ovaio e aspi­rarne il con­tenuto. Ecco i vant­aggi di questa pro­ce­dura:

  • mag­giore pro­ba­bi­lità di gra­vi­d­anza: entro uno o due anni dal tr­at­ta­mento, il 50–70% delle pa­zi­enti ri­mane in­cinta
  • basso tasso di gra­vi­d­anze mul­tiple, ris­petto alla cura con clo­mi­fene
  • ri­dotto ri­schio di iper­s­ti­mo­la­zione du­rante la pre­pa­ra­zione or­mo­nale che pre­cede i tr­at­ta­menti di fecon­da­zione as­sis­tita

Ovaio po­li­cistico: un peso emo­tivo per le donne in cerca di una gra­vi­d­anza

La sin­drome del­l’o­vaio po­li­cistico non è sol­tanto un pro­blema di sa­lute, ma è una con­di­zione che si ri­per­cuote sull’aspetto psi­co­lo­gico ed emo­tivo della vita della donna col­pita, in quanto la frus­tra­zione de­ri­vata dal fatto di non ri­uscire a con­ce­pire in modo na­tu­rale può es­sere molto stres­sante e li­mitante. Parlarne con uno spe­cia­lista può es­sere molto utile per ca­pire come af­fron­tare anche gli as­petti emo­tivi e psi­co­lo­gici di questa pa­to­logia.

DOMANDE FREQUENTI

Si può ri­ma­nere in­cinta no­no­stante la sin­drome dell’ovaio po­li­cistico?

Una delle ca­rat­te­ris­tiche della sin­drome dell’ovaio po­li­cistico è l’as­senza par­ziale o to­tale dell’ovulazione. Per-tanto, per le donne che ne sof­frono, ot­te­nere una gra­vi­d­anza spesso è pos­si­bile solo con l’utilizzo di far­maci ap­pro­priati.

Se l’o­vu­la­zione viene in­nes­cata con l’aiuto del clo­mi­fene, la gra­vi­d­anza può av­ve­nire in qual­siasi mo­mento. Allo stesso modo, dopo la pun­tura delle cisti, l’e­qui­li­brio or­mo­nale tende a re­go­larsi da solo, creando le con­di­zioni adatte ad una gra­vi­d­anza.

Quando la sin­drome viene cu­rata sol­tanto con l’uso di clo­mi­fene, la pro­ba­bi­lità di ot­te­nere gra­vi­d­anze ge­mel­lari ri­sulta mag­giore ris­petto alla norma.

Se soffro di sin­drome dell’ovaio po­li­cistico, la mia gra­vi­d­anza sarà a ri­schio?

Le gra­vi­d­anze a ri­schio sono più dif­fuse tra le donne af­fette dalla sin­drome e il tasso di ab­orto è leg­ger­mente più alto. Anche il ri­schio di dia­bete ge­s­ta­zio­nale è mag­giore.

Per­t­anto, le donne in­cinte che sof­frono di questa pa­to­logia ri­chie­dono un­’os­ser­va­zione me­dica spe­ciale du­rante la gra­vi­d­anza.

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