Social Freezing: cosa hanno in comune Michelle Obama e Kim Kardashian?

Al giorno d’oggi nella nostra società le donne hanno figli sempre più tardi. Infatti, negli ultimi decenni, le condizioni sociali e culturali sono cambiate significativamente. Tuttavia, il nostro orologio biologico rimane sempre fermo nello stesso punto di migliaia di anni fa. Quindi, cosa possiamo fare per conciliare la pianificazione della nostra vita famigliare con le nostre condizioni biologiche?

Il tema dell’inseminazione artificiale o della fecondazione in vitro (FIVET) è oggi meno stigmatizzato rispetto a qualche decennio fa. Sicuramente aiuta il fatto che sempre più donne parlano pubblicamente delle loro esperienze di FIVET, dall’ex First Lady Michelle Obama alle celebrità come Kim Kardashian.

Inoltre, c’è una chiara tendenza della popolazione generale ad avere figli più tardi. Uno studio dell’ISTAT per la ricerca sulla popolazione mostra che le donne nate nel 1950 hanno il primo figlio tra i 23 e i 24 anni; mentre le donne nate nel 1977 hanno il primo figlio tra i 28 e i 29 anni [1].

L’opinione pubblica verso il Social Freezing è cambiata, e in positivo

Negli ultimi anni, non solo l’accettazione sociale della fecondazione assistita – in generale – è cambiata drasticamente, ma anche il social freezing, la vitrificazione precauzionale dei propri ovociti per motivi non medici, sta iniziando ad essere considerato da sempre più donne.

Fino a poco fa,tale tecnica veniva utilizzata in Italia solo in donne che con motivazioni mediche: un’imminente chemioterapia, endometriosi, e interventi annessi che avrebbero inciso irreversibilmente sulla capacità riproduttiva futura e che avrebbe influenzato negativamente il potenziale di fertilità. Oggi, vitrificarei propri ovociti e preservare, così, la propria fertilità, è previsto anche per ragioni non mediche, dando così una possibilità in più di diventare madri al momento giusto.

I dati dell’indagine valenciana “Essere mamma oggi” condotta sul territorio italiano, rivelano come la procedura del social freezing sia ancora poco conosciuta nel nostro paese, ma fa anche emergere un atteggiamento di apertura. Il sondaggio è stato eseguito su un campione di 600 persone tra i 25 e i 44 anni, sui temi dell’infertilità, della fecondazione assistita e della genitorialità, raccogliendo un risultato incoraggiante per l’accettazione sociale in Italia di questa procedura. [2].

Congelare i propri ovociti per concentrarsi sulla carriera professionale e pensare alla famiglia più tardi: un cliché non vero

Nel maggio 2014 aziende americane come Facebook e Google hanno annunciato che avrebbero pagato il trattamento per il congelamento degli ovociti delle loro dipendenti. Tale episodio ha causato non poco stupore in Europa e ha dato inizio ad un dibattito sociale. Fino a che punto le giovani donne dovrebbero essere incoraggiate a mettere la loro carriera prima della pianificazione familiare?

L’argomento ha attirato l’attenzione dei media, che si sono però focalizzati solamente sul fatto che il social freezing venga scelto dalle donne per poter fare carriera, dimenticando altre principali ragioni per sceglierlo. In uno studio condotto nel 2013, alle donne è stato chiesto perché avevano congelato i loro ovuli (erano possibili risposte multiple). Contrariamente all’ipotesi comune secondo cui il social freezing è guidato principalmente da motivi di carriera, solo il 24% degli intervistati lo ha citato come motivo. Una percentuale significativamente più elevata di intervistati, l’88%, ha dichiarato di non avere un partner adatto ad avere figli. Mentre il 15% sceglie di congelare i propri ovociti per ragioni finanziarie [3].

Infine, un’ulteriore ragione per scegliere il social freezing è spesso trascurata. In alcuni casi, ai pazienti oncologici viene consigliato di congelare i propri ovuli prima di affrontare la chemioterapia. In questo modo possono aumentare la loro possibilità di avere figli nel futuro. In questo caso si tratta di medical freezing (congelamento medico).

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Fonti:

1. Natalità e fecondità della popolazione residente – https://www.istat.it/it/files/2018/11/report_natalita_fecondita.pdf

2. https://www.capitalesalute.it/index.php/2020/01/20/infertilita-anche-in-italia-e-disponibile-la-rivoluzione-social-freezing

3. Hodes-Wertz et al., Fertilità & Sterilità (2013)