Fran­ce­s­ca Sac­chi

Social free­zing: sta­ti­s­ti­che di suc­ces­so

Qual è l’e­tà idea­le per con­gel­a­re i miei ovo­ci­ti?

Una del­le doman­de più fre­quen­ti quan­do si par­la di social free­zing è pro­prio ques­ta. La ris­pos­ta più sem­pli­ce è la seguen­te: più gio­va­ne è la don­na, meglio è.

Tut­ta­via, la ques­tio­ne non è così sem­pli­ce. La quan­ti­tà di ovo­ci­ti (la cosid­det­ta “riser­va ova­ri­ca”) e la loro qua­li­tà non si svi­lup­pa­no line­armen­te con l’età. Per com­pren­de­re meglio le pro­ba­bi­li­tà di suc­ces­so nel social free­zing, vale la pena dare un’oc­chia­ta alla pro­ce­du­ra di con­gelamen­to stes­sa. Dopo la sti­mo­la­zio­ne ormo­na­le del­le ovaie, gli ovu­li ven­go­no rimos­si e poi con­ge­la­ti a ‑196° Cel­si­us. Di con­se­guen­za, ci sono due fasi essen­zia­li in ques­to pro­ces­so che deter­mina­no la pro­ba­bi­li­tà di suc­ces­so di una gra­vi­d­an­za da ovu­li crio­con­ser­va­ti: 1. la rac­col­ta degli ovu­li e 2. il loro con­gelamen­to.

Social Free­zing: quan­ti ovo­ci­ti sono necessa­ri?

Se 20 ovo­ci­ti matu­ri ven­go­no pre­le­va­ti da una don­na di 34 anni, la pro­ba­bi­li­tà di alme­no 1 par­to vivo è del 90%.

Il fat­to­re più importan­te da con­si­der­a­re per il suc­ces­so sta­tis­ti­co del social free­zing è l’e­tà del­la pazi­en­te al momen­to del­la rac­col­ta degli ovu­li. Ciò è dovu­to al fat­to che con l’au­men­ta­re del­l’e­tà la qua­li­tà degli ovu­li dimi­nuis­ce.

Quin­di con l’au­men­ta­re del­l’e­tà sono necessa­ri più cicli per otte­ne­re lo stes­so nume­ro di ovo­ci­ti di qual­che anno pri­ma. L’età cri­ti­ca per quan­to riguar­da la riser­va ova­ri­ca si aggi­ra intor­no ai 35 anni: da ques­to pun­to in poi il tas­so di nati vivi dimi­nuis­ce in modo spro­por­zio­na­to [1]. Gene­ralm­en­te, per il social free­zing, si rac­co­man­da di pre­le­va­re alme­no 10–20 ovu­li.  Secon­do uno stu­dio del 2017 con 520 cicli ICSI, le don­ne di 34, 37 e 42 anni han­no una pro­ba­bi­li­tà ris­pet­tiva­men­te del 90%, 75% e 37% di ave­re alme­no un par­to vivo con 20 ovo­ci­ti con­ge­la­ti. Una ven­ten­ne con 20 ovo­ci­ti con­ge­la­ti ha una pro­ba­bi­li­tà del 94% [1].

La pos­si­bi­li­tà di 2 nas­ci­te vive attra­ver­so il con­gelamen­to degli ovo­ci­ti è anco­ra rela­tiva­men­te alta a 34 anni.

Da con­si­der­a­re è il caso in cui i pazi­en­ti desi­de­ra­no ave­re più fig­li par­ten­do dai loro ovo­ci­ti con­ge­la­ti. Se sup­po­nia­mo che una don­na di 34 anni ha a dis­po­si­zio­ne 20 ovu­li con­ge­la­ti, la sua pro­ba­bi­li­tà di otte­ne­re alme­no 2 par­ti vivi è del 66%. Per una don­na di 42 anni, la pro­ba­bi­li­tà è solo del 7% [1].

Inve­ce, la pro­ba­bi­li­tà di otte­ne­re alme­no 3 par­ti vivi per una don­na di 34 anni si abbassa al 38%. Per una don­na di 42, è solo dell’1% [1].

In gene­ra­le, c’è una chia­ra cor­re­la­zio­ne tra l’e­tà del pre­li­e­vo e del con­gelamen­to degli ovo­ci­ti e la pro­ba­bi­li­tà di suc­ces­so di una suc­ces­si­va gra­vi­d­an­za. Va natu­ralm­en­te nota­to che si trat­ta di valo­ri medi sta­tis­ti­ci che nel­la pra­ti­ca varia­no indi­vi­dualm­en­te da per­so­na a per­so­na. Allo stes­so modo, non vi è alcu­na gar­an­zia di suc­ces­so per una gra­vi­d­an­za suc­ces­si­va con ovu­li con­ge­la­ti, indi­pen­den­te­men­te dal­l’e­tà.

Social Free­zing: meto­di di con­gelamen­to

Con la vitri­fi­ca­zio­ne cir­ca il 92% degli ovo­ci­ti con­ge­la­ti soprav­vi­vo­no

Alt­re dif­fe­ren­ze nel­le per­cen­tua­li di suc­ces­so sono dovu­te anche al meto­do di con­gelamen­to degli ovo­ci­ti. A ques­to pro­po­si­to, tro­via­mo il con­gelamen­to len­to (o slow free­zing) e la vetri­fi­ca­zio­ne degli ovo­ci­ti. I due meto­di si dis­tin­guo­no princi­palm­en­te per la velo­ci­tà del con­gelamen­to.

Nel con­gelamen­to len­to, gli ovo­ci­ti recup­era­ti ven­go­no raf­fred­da­ti gra­dualm­en­te di cir­ca 2 – 3°Celsius al min­u­to fino a rag­gi­unge­re i – 196° Cel­si­us richies­ti. Una tem­pe­ra­tu­ra fina­le così bassa è necessa­ria per arre­sta­re i pro­ces­si bio­lo­gi­ci negli ovo­ci­ti e con­sen­ti­re una lun­ga con­ser­va­zio­ne sen­za per­d­i­ta di qua­li­tà.

Duran­te la vetri­fi­ca­zio­ne (det­ta anche “flash free­zing”), gli ovo­ci­ti ven­go­no immer­si in azo­to liqui­do, che per­met­te il con­gelamen­to in pochi minu­ti. Par­lan­do di social fee­zing, la velo­ci­tà è un fat­to­re cri­ti­co di suc­ces­so: gli ovo­ci­ti sono cos­ti­tui­ti in gran par­te da acqua, motivo per cui è importan­te evi­t­a­re la cris­tal­liz­za­zio­ne del liqui­do duran­te il con­gelamen­to. Di con­se­guen­za, la vetri­fi­ca­zio­ne è chiara­men­te il meto­do più pro­met­ten­te, motivo per cui è div­en­ta­to ampia­men­te uti­liz­za­to negli ulti­mi anni [2].

In con­clu­sio­ne, l’età del­la don­na, che ide­alm­en­te è infe­rio­re ai 35 anni, in com­bi­na­zio­ne con il meto­do di con­gelamen­to (pre­fe­ri­bilm­en­te vitri­fi­ca­zio­ne) sono fat­to­ri decisi­vi per aumen­ta­re la pro­ba­bi­li­tà di suc­ces­so di una gra­vi­d­an­za suc­ces­si­va attra­ver­so il con­gelamen­to degli ovo­ci­ti.

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Fon­ti:

1. Gold­man RH, e. (2017): Pre­ve­de­re la pro­ba­bi­li­tà di un par­to per la crio­con­ser­va­zio­ne elet­ti­va degli ovo­ci­ti: uno stru­men­to di con­su­len­za per medi­ci e pazi­en­ti. — Pub­Med — NCBI. Recup­era­to da https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28166330
2. Cobo, A., Gar­cía-Velas­co, J., Coel­lo, A., Dom­in­go, J., Pel­li­cer, A., e Remohí, J. (2016): La vetri­fi­ca­zio­ne degli ovo­ci­ti come opzio­ne effi­cace per la con­ser­va­zio­ne del­la fer­ti­li­tà elet­ti­va. — Pub­Med — NCBI. Recup­era­to da https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26688429